Consob: Hot Spring Of Vegas

Senza categoria aprile 29, 2019 No Comments

Consob: Hot Spring Of Vegas

Fonsai, Edison, Benetton, Impregilo: l’Authority subisce?

«No, esercitiamo in pieno i nostri poteri», dice il presidente

Da controllore a controllato forse no, ma verosimilmente Giuseppe Vegas si sentirà osservato. In questi giorni la Consob che presiede è sotto i fari («Sei mesi di fuoco», si lascia sfuggire un funzionario negli uffici romani di via Martini) e qualche osservatore si è chiesto se e quanto l’Autorità di vigilanza sulla Borsa si stia muovendo al passo con il mercato. Tornano le scalate? Il mercato si muove più velocemente della Consob? E che fa l’Autorità, è ferma? Niente affatto, risponde ora Vegas. Anzi: «Stiamo esercitando appieno i nostri poteri».

Sono diversi i casi aperti, sui quali la commissione deve pronunciarsi: anche per tutelare i piccoli azionisti. C’è il salvataggio di Fonsai, con i due pretendenti – Unipol e il tandem Arpe-Meneguzzo – che chiedono l’esenzione dall’obbligo di Opa (l’offerta pubblica d’acquisto). C’è la conquista completa di Edison, forse troppo a buon mercato, da parte dei francesi (offrono 84 centesimi per azione, il titolo era a 90 un anno fa).

Delisting

C’è l’Opa dei Benetton per uscire dalla Borsa: anche questa, forse, troppo a buon prezzo (il documento d’offerta è stato approvato da Consob venerdì e l’Opa parte oggi a 4,6 euro per azione, contro i 4,8 euro di 12 mesi fa: «Ma era a 2,8 euro il 12 dicembre», ribatte Ponzano). Con i dubbi sull’improvvisa impennata del titolo, prima dell’annuncio del ritiro da Piazza Affari (il sospetto è l’insider trading, l’abuso di informazioni privilegiate). È poi in corso la battaglia per Impregilo fra le famiglie Salini e Gavio. E c’è, infine, la multa pendente su Salvatore Ligresti per le possibili partecipazioni occulte e il fascicolo sui trust in Premafin. «Sul fronte della vigilanza abbiamo molti casi aperti – ammette Vegas -. Consob è in campo su tutte le principali partite del momento». Ma ci muoviamo, è il messaggio: «In alcuni casi abbiamo attivato poteri che la legge ci attribuisce e che prima d’ora non erano mai stati esercitati».

Il caso Premafin

Quali? Vegas si riferisce al comunicato stampa del 22 febbraio, dove si informava il mercato che, almeno fino al 2003, un pacchetto occulto di azioni Premafin (holding di controllo di Fonsai) era riconducibile ai Ligresti (che invece avevano dichiarato di essere scesi nel capitale). Il comunicato, fa notare l’Authority, è stato pubblicato da Consob di propria iniziativa, anziché dal soggetto vigilato «inottemperante» (Ligresti): mai successo, finora. In cantiere, sul caso, Consob avrebbe poi anche un procedimento sanzionatorio, che si dovrebbe definire entro un anno: sulle partecipazioni rilevanti non comunicate Ligresti rischia una multa fino a 500 mila euro (prevede il Tuf).

Di certo c’è che la task force sulla corporate governance di Consob, costituita in ottobre – 45 persone guidate da Marcello Bianchi – sui dossier delicati della finanza sta facendo le ore piccole. E le decisioni non sono scontate. Prendiamo Fonsai. Qui Consob deve decidere se rendere obbligatoria, oppure no, l’offerta pubblica d’acquisto dei potenziali acquirenti: la risposta è attesa a breve, possibilmente entro un mese (la richiesta di esenzione di Unipol è arrivata solo il 21 febbraio). Ci sono dei precedenti: ai francesi di Groupama, che un anno fa puntavano su Premafin-Fonsai, l’Opa fu imposta (difatti si ritirarono). E Unicredit, che in maggio partecipò all’aumento di capitale di Fonsai diventandone socio a fianco dei Ligresti con il 6,6%, fu invece esentata. Saranno esonerati ora anche Unipol e Sartor- Palladio?

Dai tempi di Groupama sono subentrati fatti nuovi, dice Consob: l’Isvap ha chiesto di prevenire il ricorso all’amministrazione straordinaria e che il patrimonio di FonSai sia rafforzato. Giustificano, questi fatti d’emergenza, l’esonero dall’Opa, come prevede il regolamento sulle emittenti? È da vedersi, fa notare l’Authority. La cui intenzione sarebbe, comunque, orientare l’operazione come un salvataggio: i soldi devono andare alla società (ma la valutazione è in corso).

Altro caso scottante è Edison, dove la Consob di Vegas sta valutando se fare alzare il prezzo ai francesi (il parere può arrivare già entro Pasqua). Cosa che, invece, non può chiedere ai Benetton, fa notare: perché la loro Opa è volontaria. In compenso, si fa notare, sull’Opa Benetton Consob ha imposto il parere obbligatorio degli amministratori indipendenti. E sta indagando su eventuali abusi di mercato.

Insomma, in Consob si sta lavorando, è la linea. Ma la partita più importante, per Vegas, appare un’altra: attrarre le imprese a quella Borsa il cui matrimonio con Londra «non ha soddisfatto le aspettative», come ha detto alla City il 23 febbraio. E ridurre, in Borsa, l’eccesso di finanza. È vero che Consob non ha prorogato il divieto di vendite allo scoperto (sospeso il 24 febbraio). Ma dal primo aprile, su sua indicazione, scatterà il freno alle compravendite superveloci. Ed è in arrivo la seconda tranche della semplificazione normativa per le quotate. «Consob sta facendo tutto ciò che è in suo potere per avvicinare le imprese, in particolare quelle di medie dimensioni, a Piazza Affari», dice Vegas. E sottolinea l’asse con il presidente del Consiglio: «Lo ha ribadito anche Monti nell’incontro di pochi giorni fa con la comunità finanziaria: una Borsa con un maggior numero di Pmi quotate può dare un contributo fondamentale alla crescita del Paese». Soprattutto, aggiunge, in una fase come questa, in cui il credito bancario tende a contrarsi: «Non sono tempi ordinari quelli che stiamo vivendo». Neanche in Consob.

Alessandra Puato 6 marzo 2012 (modifica il 8 marzo 2012)

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