L’EUROPA IN CORSA VERSO VENERE CON “VENUS EXPRESS”

Senza categoria agosto 28, 2019 No Comments

L’EUROPA IN CORSA VERSO VENERE CON “VENUS EXPRESS”

Dopo Stati Uniti e Giappone anche l’Europa si candida all’esplorazione del pianeta Venere

ROMA- L’agenzia spaziale europea Esa sta studiando la prima missione per scoprire i segreti di Venere. Il progetto, in programma per il 2005, viene presentato oggi per la prima volta da Fred Taylor, dell’università di Oxford, nel convegno nazionale degli astronomi britannici in corso a Bristol. Con Venus Express, quindi, anche l’Europa si candida all’esplorazione di Venere, accanto alle missioni che stanno progettando Stati Uniti e Giappone. La missione europea,

prevista nel novembre 2005

con il lancio da Baikonur, raggiungerà Venere dopo un viaggio di 150 giorni. Quindi comincerà ad operare su un’orbita polare per due anni venusiani, pari a 450 giorni terrestri, raccogliendo dati su atmosfera, superficie e plasma di Venere. Per ridurre i costi della missione l’Esa prevede di utilizzare la struttura del Mars Express, la missione il cui lancio è previsto per il 2003, e utilizzerà sette esperimenti “di riserva” previsti per le missioni Mars Express e Rosetta.

Venere non è soltanto il pianeta più vicino

, ma è anche quello più simile alla Terra nelle dimensioni e nella massa. Clima e atmosfera però sono profondamente diversi, ed è proprio questo contrasto ad attirare l’attenzione degli studiosi. Ad esempio,

non sono ancora note le

caratteristiche dell’effetto serra su Venere

un fenomeno che riesce a mantenere la temperatura della superficie così calda da fondere il metallo e che nello stesso tempo lascia assorbire al pianeta una quantità di calore solare nettamente inferiore a quella che penetra l’atmosfera terrestre. Venere e la Terra si sono anche evoluti in modo molto diverso: Venere ha vaste pianure e un’intensa attività vulcanica che produce dense nubi. Ancora più misterioso è il fenomeno della circolazione atmosferica, capace di generare uragani violentissimi. Caratteristiche come queste, secondo Taylor, non possono essere studiate e comprese restando ancorati alla Terra e ai suoi fenomeni.

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