BRIVIDI IN ALASKA

Senza categoria ottobre 12, 2019 No Comments

BRIVIDI IN ALASKA

Esce “Insomnia”, il nuovo thriller psicologico di Christopher Nolan con Al Pacino, Robin Williams e Hilary Swank

Ancora un serial killer, ancora

Robin Williams nei panni di uno piscopatico

(dopo “One hour photo” e “Death to Smoochy”), ruolo-svolta per l’ex “Patch Adams” che ha cambiato genere e pelle “perché – racconta – se fino ad oggi avevo cercato la parte migliore dei personaggi,

ora mi diverte approfondirne il lato oscuro

. A cinquant’anni ci vuole una «conversione», non ho più il fisico per fare personaggi alla Harrison Ford, ho bisogno di qualcosa di diverso, che stupisca anche me”.

E “Insomnia” è sì film da circuito, ma inquietante e primitivo grazie alla regia di

Christopher Nolan

, qui alla terza prova dopo “Memento” e “Fallowing”. Un lavoro ben confezionato, merito anche di un ispirato

Al Pacino

con la sua informe giacca nera da poliziotto calata distrattamente sulle spalle, i suoi incubi notturni, i suoi occhi sbarrati su un’Alaska gelida e straniante.

La trama Remake della pellicola norvegese omonima

diretta nel 1997 da Erik Skjoldbjaerg, la storia è quella di un agente (Pacino-Will Dormen) e di un sadico (Williams-Walter Finch) uniti da un insolito destino: entrambi hanno ucciso una persona “per errore”. Dormen viene mandato in missione in un isolato paesino dell’Alaska per indagare sull’omicidio di una ragazza diciassettenne. Coinvolto in un incidente che costerà la vita al suo partner (Martin Donovan),

Pacino avvierà una sorta di gioco del gatto col topo con Williams

, il principale indiziato dell’assassinio. Il killer è l’unico a sapere che il poliziotto ha ucciso il collega e lo costringerà a venire a patti con la propria coscienza. Fino a poco tempo prima sbirro modello, Dormen vedrà il suo stato fisico e psicologico seriamente compromesso da questa esperienza. Non lo aiuterà l’estate boreale, che lo costringerà in uno stato continuo di veglia. “L’insonnia – spiega Nolan – è la rappresentazione fisica del dissesto psicologico del protagonista”.

Un’agente da Oscar