CHIUDE A PARIGI LA SETTIMANA DELLA MODA

Senza categoria agosto 12, 2019 No Comments

CHIUDE A PARIGI LA SETTIMANA DELLA MODA

I francesi sono soddisfatti dell’andamento della stagione creativa

PARIGI – Il pret-a-porter parigino si è concluso e i francesi dicono che è stata una buona stagione creativa, nonostante tutto. Malgrado la guerra, la moda ha avuto i suoi applausi, in attesa che torni anche la voglia di comprare. Le cose viste in passerella si metteranno la prossima estate quando, si spera, il brutto sarà passato. Tutto è successo in un mese, anche per la moda: le Twin Towers sono state colpite il secondo giorno delle sfilate di New York, subito annullate. Sulla settimana londinese della moda, già di per sè piuttosto debole, si è quindi abbattuto il peso dello sconcerto e dell’angoscia. Milano ha avuto il coraggio di confermare i suoi 12 giorni di sfilate, e ha retto bene.

Immediatamente dopo, Parigi, forte dell’esperienza milanese, ce l’ha fatta nonostante le sia scoppiata la guerra nella terza giornata di defileè. Ora anche Parigi ha chiuso i battenti (con l’esordio parigino della stilista spagnola Agatha Ruiz de la Prada) e si può trarre un piccolo bilancio.

In un clima di sforzo collettivo per superare la crisi internazionale, ecco alcune tendenze: il romanticismo impera e piacerà anche la prossima estate. Balze, volants e ruches sono un pò dappertutto, in versione perbene o in quella più beat. I tristi eventi hanno spinto gli stilisti ancor più verso lo stile ‘figlio dei fiori’: il risultato è un hippy-chic che alle cinquantenni fa un pò di malinconia ma alle giovani sembra una novità. Quindi gonnone e vestitoni in abbondanza, con tacchi alti o sandali raso terra, ma perfino con ‘stivalì estivi. I pantaloni comunque restano un must e vengono proposti in tutte le possibili versioni: lunghi, larghi, stretti, alla turca, all’odalisca, alla cavallerizza, da marinaio, da soldato eccetera.

Nel complesso c’è tanto colore ma anche, e questa è una novità, moltissimo bianco (ci sono state perfino delle sfilate interamente candide). Perdono quota le paillettes, salgono le quotazioni di ricami e pietre semipreziose, applicate un pò ovunque, su scolli, revers, cinture, borse, scarpe. La pelle tiene, anche per la stagione calda, purchè trattata in modo leggerissimo e sottile, traforata o ricamata, e nelle nuances del bianco e dei sabbia. Si sono visti pochi gioielli, acconciature e trucchi molto più normali del solito.

Infine, e sono i francesi a sottolinearlo, la stagione ha segnato molti esordi: da Ungaro per la prima volta Giambattista Valli ha firmato la collezione in prima persona, da Chloè ha retto la passerella Phoebe Philo senza la sodale Stella McCartney che ha debuttato da sola con il proprio marchio, così come ha sfilato in proprio Alexander McQueen (entrambi nel gruppo Gucci). Da Givenchy è stata la prima volta di Julien Mac Donald con il pret-a-porter della nota maison. Da Nina Ricci ha esordito Massimo Giussani (che si è ispirato alle fanciulle alla David Hamilton, tutte di bianco vestite), da Leonard il duo di E2-Gothic farm, cioè Silvy e Olivier Chatenet (con un apprezzato lavoro sulle celebri stampe rese fosforescenti). Ha convinto la sfilata di Balenciaga con Nicholas Guesquiere (per la prima volta sotto Gucci) e la maison Lanvin ha annunciato di aver acquisito Alber Elbaz. Secondo il presidente della Federazione della moda francese, Didier Grumbach, un tale exploit di nuovi creatori alla ribalta non si vedeva dagli Anni Sessanta.

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