Articoli di Avvenire. Vittorio Citterich: l’arresto in Cina del vescovo Su Zhimin.

Senza categoria febbraio 15, 2019 No Comments

Articoli di Avvenire. Vittorio Citterich: l’arresto in Cina del vescovo Su Zhimin.

12 ottobre 1997

Dopo la tragica utopia rivoluzionaria di Mao e il prolungato pragmatismo del potere di Deng, la Cina si è avviata verso una fase di destino incerto che viene definita impropriamente di «comunismo liberale ». Più esattamente sembra una fase nella quale si intrecciano un potere politico di totalitarismo monopartitico, di derivazione leninista-maoista, ed una espansione economca di capitalismo statalista con larghe e vantaggiose aperture alle leggi del mercato mondiale globalizzato.

Questo intreccio fra due forze (politica ed economica) che spingono verso l’omologazione sociale e culturale di massa coinvolge, in Cina, un miliardo e duecento milioni di uomini, un quinto dell’umanità. E’ dunque una delle grandi sfide il cui esito disegnerà il futuro del terzo millennio che viene. Sarà un tempo di avvento umano, di unità nella diversità delle radici culturali, di riconoscimento dell’eguale dignità di tutte le persone, di pace opera della giustizia, oppure sarà una stagione segnata ancora da nuove forme di totalitarismo e di oppressione? Meno virulente, se si vuole, di quelle che hanno tragicamente segnato il secolo che finisce, ma non meno insidiose?

E’ nel contesto di questa sfida che assume rilievo la notizia (ancora non ufficiale) del nuovo arresto subito dal vescovo cattolico di Baoding, nella Cina nord-orientale, Su Zhimín. Il vescovo, ufficialmente «clandestino» per il potere comunista, aveva già trascorso più di vent’anni in carcere. Ultimamente era stato arrestato, assieme al suo ausiliare An Suxhin, a diversi sacerdoti e numerosi fedeli, nel maggio del ’96, nel villaggio di Donglu, dove era stato raso al suolo il santuario mariano di Nostra Signora della Cina. Era riuscito a fuggire, si era nascosto per 17 mesi, sino al nuovo arresto che è avvenuto l’8 ottobre di quest’anno nel villaggio di Xinji.

E’ paradossale constatare che il potere comunista ancora dominante in Cina, nel momento in cui espande la sua forza economica introducendosi nel mercato del capitalismo mondiale, anche tramite la riacquisizione di Hong Kong, abbia paura di un vescovo che frequentava sperduti villaggi del nordest, elevando santuari e preghiere alla Madonna insieme a fedeli che sono pure sempre una piccola minoranza dell’immensa popolazione cinese. I cattolici, fra chi frequenta la chiesa cosiddetta «patriottica» e chi quella clandestina fedele al Papa, sembra che siano una decina di milioni. Anche se questa divisione che risale al progetto maoista del 1957 «la religione in Cina è morta») è oggi, e specialmente in prospettiva, più apparente che reale, più un sofferto retaggio del passato che un’acquisizione per il futuro nutrito da ben altre speranze. Di fatto la paura appartiene, probabilmente, ai burocrati conservatori che dopo secolo di regime comunista hanno ancora le leve di comando periferico. E non soltanto in Cina. I poteri post-comunisti, avendo constatato i disastri economici portati dal collettivismo più dissennato ed innaturale, si stanno spesso gettando, anche con qualche impetuoso interesse personale, nelle braccia accoglienti del capitalismo selvaggio, l’ex nemico che ha vinto la battaglia economica mondiale. Da questo punto di vista anche un povero vescovo clandestino di periferia che ha già fatto vent’anni di carcere diventa un pericolo perché introduce, nel contesto di una generale omologazione, preghiere e valori che non sono omologabili e corrispondono alle attese e alle speranze della povera gente abbandonata e schiacciata. «Basta con le chiacchiere sul denaro che sporca le mani. Arricchitevi perché arricchirsi è glorioso», è stata l’ultima parola d’ordine di Deng che parafrasava Bucharin. ]H che può essere anche vero, per uscire dal collettivismo ed entrare nel mercato. Ma poi, nella vita di ogni giorno, in Cina come altrove, ci si accorge che il denaro non è tutto anche perché c’è chi si arricchisce a spese defl’impoverimento degli alti!. Può capitare che un vescovo clandestino ricordi questa verità che sta nel Vangelo e che da duendla anni, nonostante tutto, ha avuto qualche ripercussione nella storia. Allora torni in prigione. Ma non potrà essere questa la Cina del terzo millennio. Vittorio Citterich

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