Belgio, incidente in impianto nucleare

Uncategorized gennaio 3, 2019 No Comments

Belgio, incidente in impianto nucleare

di Valeria Lipparini

TREVISO – Un’inchiesta ad ampio raggio. Tesa a individuare i siti cliccati dai pedofili. Allo scopo di mettere le mani su quanti caricano in “rete” il terribile materiale pornografico che ha come soggetti bambini e bambine. Ma anche con l’obiettivo dichiarato di individuare coloro che scaricano filmati e fotografie implementando uno schifoso commercio del sesso tra piccole vittime.

L’indagine della procura di Milano è stata gestita dalla polizia postale di Cremona. Ventidue le perquisizioni effettuate in tutta Italia. Una anche a Treviso. Perchè è proprio qui, nella Marca, che i colleghi trevigiani della Polizia postale hanno trovato delle tracce, facilmente individuabili per chi ha dimestichezza a lavorare con la “rete”, giungendo a bussare alla porta di un moglianese.

Lui, 40anni, operaio, residente appunto a Mogliano, non è riuscito a far sparire i file incriminati e gli agenti della Polposta hanno messo sotto sequestro il computer di casa.

Dentro, tra il materiale utilizzato per lavoro, anche fotografie e filmati di natura pedo-pornografica. Filmini che l’uomo guardava da solo, nel buio di casa sua, al riparo dagli occhi indiscreti dei familiari con cui vive. E che poi – secondo indiscrezioni relative all’inchiesta – immetteva nel web, a disposizione di quanti fossero interessati a questo terribile commercio di pornografia infantile.

Per il quarantenne è così scattata una denuncia per diffusione e detenzione di materiale pedo-pornografico, mentre l’inchiesta continua e gli inquirenti sareanno adesso chiamati ad analizzare l’enorme quantità di materiale contenuto negli hard disc del computer.

La questura ha seguito passo passo quest’ultima, delicata, inchiesta fino all’epilogo di qualche giorno fa, culminato con la perquisizione e la denuncia.

Giovedì 17 Novembre 2011 – 15:07 Ultimo aggiornamento: Venerdì 18 Novembre – 17:58

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